“Matita e mouse sono gli strumenti del nostro lavoro e riassumono il rapporto complesso tra il pensiero, l’atto creativo e la macchina tecnologica”, racconta divertito. La committenza negli anni si è evoluta maturando attese non solo estetiche e formali ma anche tecniche e funzionali: “Sono contro i progetti impersonali che non dedicano la necessaria attenzione al rapporto dialettico con le persone”. La sua è una sorta di maieutica, un concorso nella ricerca del ‘vero’, “poiché il disegno è una costruzione di idee che appartiene in primo grado a chi lo commissiona”.